Tasso di interesse
Quando si parla di mutui il tasso di interesse è un elemento di forte importanza: esso esprime, in termini percentuali, il vero costo dell’operazione. Considerato che spesso si tratta di chiedere in prestito somme consistenti e per durate medio-lunghe, l’importo finale degli interessi che si andrà a pagare potrebbe variare di molto, in termini assoluti, al variare di poche frazioni percentuali di punto (per esempio riuscendo a spuntare il 4,80% rispetto che il 4,90%). I mutui si distinguono principalmente in due categorie: tasso fisso e tasso variabile. La differenza principale sta nel fatto che nel primo caso durata e importo delle rate sono prestabilite e non cambieranno mai con il passare del tempo mentre nel secondo caso potrebbe cambiare l’importo della rata o, al fissarsi di questa, la durata dell’operazione.
Tasso fisso
Il mutuo a tasso fisso costa (quasi) sempre un po’ di più. Quasi perché in alcuni momenti molto particolari è possibile che si verifichi il caso che l’IRS (il tasso base di riferimento per i mutui a tasso fisso) possa essere allineato o addirittura più basso dell’EURIBOR (tasso base di riferimento per i mutui a tasso variabile). Sono però casi molto sporadici e che si verificano in momenti di forte incertezza (dei quali come consumatori probabilmente non verremo mai a conoscenza) e quindi non vale la pena tenerli in considerazione. Il mutuo a tasso fisso permette di stabilire in fase di stipula del contratto di prestito l’importo delle rate e la durata del finanziamento: da quel momento e per tutta la durata del mutuo questi due dati non muteranno più, nemmeno in presenza di forti variazioni sui mercati finanziari. Consente di avere la massima tranquillità nel calcolare le proprie uscite, senza basarle sull’aleatorietà del mercato.
Tasso variabile
Il mutuo a tasso variabile, nella sua forma più classica, basa l’importo della rata sull’andamento dei mercati finanziari: si pagherà meno quando i tassi base saranno bassi e di più quando questi saranno alti. La banca non rischia niente in quanto il suo guadagno (lo spread) è predeterminato e il tasso finale varia sulla base del tasso base (EURIBOR). Il vantaggio principale di questo tipo di mutui sta nel fatto che l’EURIBOR è generalmente più basso rispetto all’IRS e quindi, rispetto al mutuo a tasso fisso, al momento della stipula la rata è più bassa (su un mutuo di 130.000,00 € in 20 anni si possono risparmiare più di 100,00 € al mese). Ultimamente si sono molto diffusi i mutui a rata costante: sono una particolare forma di mutuo a tasso variabile, dove però si ha la certezza della rata e sarà invece la durata del finanziamento ad allungarsi od accorciarsi a seconda dell’andamento dei mercati. Il principale vantaggio consiste nella possibilità di avere la certezza della rata pur beneficiando di un tasso base basso.