Prestiti personali cattivi pagatori : i tempi delle Centrali Rischi
Quando si parla di prestiti personali cattivi pagatori, va fatta una premessa essenziale : la qualifica di buon o cattivo pagatore viene attestata in base al reddito, all’esistenza e da ciò che emerge dalle banche dati come ad esempio la Centrale Rischi, banca di dati gestita dalla Banca d’Italia e che censisce finanziamenti di importo superiore a 75.000 euro, oppure come la Sia, Centrale Rischi tenuta sotto vigilanza da Bankitalia e che censisce finanziamenti tra i 30.000 e i 75.000 euro. Queste centrali di rilevazioni dati hanno il compito di conservare tutti gli eventuali stati di insolvenza o ritardi di pagamento delle rate per un periodo massimo di tre anni, stabilito dalla legge.
Per quel che poi riguarda i prestiti personali cattivi pagatori, ad essere chiamato in causa è il SIC, cioè il Sistema Informazioni Creditizie, attraverso il quale avviene lo scambio di informazioni tra banche e intermediari finanziari. La finalità principale di tale scambio fa riferimento alla tutela del credito, ai finanziamenti chiesti ed erogati e alla puntualità nell’assolvimento degli impegni.
Entriamo nel dettaglio per comprendere bene i tempi di conservazioni dei nominativi dei cattivi pagatori in questi database :
- Conservazione di 1 anno per quei soggetti di cui la morosità è di due rate o il ritardo nel pagamento è di due mesi;
- Conservazione nominativo di 2 anni nel caso in cui morosità è superiore a 2 rate e i ritardi di pagamenti superiori a 2 mesi ma poi sono stati sanati;
- Conservazione nominativo di tre anni se le morosità sono gravi.
In ultima analisi per quel che riguarda i prestiti personali cattivi pagatori è bene effettuare una distinzione tra questi soggetti e i protestati. Spesso i due soggetti in errore tendono ad essere assimilati, ma ciò non è corretto poiché a volte si tratta di “innocui” ritardi dovuti a difficoltà temporanee che poi vengono sanate o addirittura a ritardi per cause di forza maggiore.