Prestiti convenzionati INPDAP

L’INPDAP è l’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica. E’ il secondo istituto italiano, dopo l’INPS, che rappresenta il sistema pensionistico nazionale. Si occupa inoltre, per i dipendenti pubblici, di erogare il TFR (trattamento di fine rapporto) e delle indennità di fine servizio. In materia di prestiti è possibile accedere sia alla cessione del quinto che ai piccoli prestiti. L’INPDAP però non è solo pensioni: una buona parte della sua attività riguarda la convenzione per l’erogazione di prestiti (piccoli prestiti, prestiti pluriennali, mutui) ai dipendenti statali, alle loro famiglie e, attraverso alcuni istituti di credito, anche ai pensionati pubblici. Eroga inoltre borse e assegni di studio per gli studenti, propone soggiorni studio all’estero, supporta i corsi english test in Irlanda e Inghilterra, stage aziendali, master post universitari e dottorati in ricerca.

Durata e tasso di interesse

Per i suoi pensionati mette a disposizione case albergo e strutture convenzionate per i malati di Alzeimer. Per quanto riguarda il mondo del credito, la convenzione INPDAP (che molti chiamano anche IMPDAP) tutti i dipendenti dell’amministrazione pubblica possono accedere a diverse forme di prestito, sia per piccoli importi che per somme più importanti, come per esempio l’acquisto della casa. Per i piccoli prestiti convenzionati INPDAP l’importo massimo che può essere richiesto dipende dal proprio stipendio netto e dal periodo di restituzione: più alto sarà lo stipendio e più lungo sarà il periodo di ammortamento, più alta sarà la somma che potrà essere erogata. La durata massima è di 4 anni, il tasso applicato è fisso e diminuisce in funzione della durata (i prestiti quadriennali hanno un tasso più basso rispetto ai prestiti annuali). Passato il periodo minimo di ammortamento è possibile richiedere il rinnovo del prestito, per una durata pari alla metà della durata iniziale del prestito (per i prestiti biennali, per esempio, è possibile richiedere un rinnovo di 12 mesi). In caso di morte del richiedente o di invalidità permanente contratta in servizio e/o per cause di servizio, l’Istituto annulla la pratica e non procede con il recupero del debito residuo.